Enrico Gualdi-Wildelife and Landescape Photographer-

Isole Lofoten - 28 Feb - 6 Marzo 2018

Le isole Lofoten te le devi proprio guadagnare, sono lontanissime, ci vogliono 3 voli per arrivare a destinazione, l'ultimo volo è anche con un aereo a elica, ma una volta arrivati a destinazione ti puoi rilassare, ci sono tutti i confort, si mangia bene, specialmente per chi piace il pesce, ma in alternativa c'è sempre il montone. Io mi aspettavo di trovare un paese simile all'Islanda invece no. Le Lofoten sono molto abitate, non si vedono animali tranne l'aquila di mare presente quasi ovunque, mentre il paesaggio ti lascia senza fiato. Il paesaggio caratteristico dell'Islanda è costituito principalmente dalle cascate e dai geyser, mentre le isole Lofoten sono un insieme di piccole isole montuose che formano migliaia di minuscole insenature con meravigliose spiagge e montagne che si riflettono sul mare, con la presenza ovunque di piccole casette rosse (Rorbuer) che non puoi fare a meno di fotografare. Nelle insenature il mare è quasi sempre ghiacciato e questo offre la possibilità di fare foto molto particolari.
Per dare una idea molto concreta di come si presenta il paesaggio, pubblico alcune foto fatte dall'alto con il drone dell'amico Federico Perazzi.
Ma la cosa che mi ha lasciato il segno e che da sola vale la pena di fare questo viaggio è l'Aurora boreale, la sua bellezza e allo stesso tempo stranezza ti lasciano a bocca aperta a tal punto che a un certo momento ho smesso di fotografare, mi sono sdraiato sulla neve e sono rimasto li ad ammirare queste luci verdi e magenta che danzavano in un cielo pieno di stelle.
Inoltre se hai il tempo visitare sull'isola di Rost (3 ore di navigazione da Moskenes) nel periodo Marzo-Aprile puoi fare un reportage sulla pesca, la lavorazione, e l'essiccazione del merluzzo, il famoso baccalà. Il 95% della loro produzione arriva in Italia (Veneto, Campania, Calabria)
Io ho visitato la parte sud delle Lofoten, Leknes, Hamnoy, Reine, Nusfiord, Ramberg, Flakstad fino all'isola di Rost dalla quale ho fatto ritorno sulla terra ferma a Bodo.

- - -

date: 28-04-2018 14:39

url: permalink

DJI_0282.jpgDJI_0286__1_.jpgDJI_0287.jpgDJI_0296.jpgDJI_0302.jpgEG2018_1610.jpgEG2018_2390.jpgEG2018_1594.jpgEG2018_1758_Modifica.jpgEG2018_3374.jpgEG2018_1613.jpgEG2018_2287_Modifica.jpgIMG_20180306_WA0020.jpgEG2018_1766.jpgEG2018_1779.jpgEG2018_2440.jpgEG2018_2675_2.jpgEG2018_2023.jpgEG2018_2695_2.jpgEG2018_2632.jpgDJI_0325.jpgEG2018_3440.jpgEG2018_3497_Modifica.jpgEG2018_3500.jpgEG2018_3376.jpgEG2018_1876.jpgEG2018_1875.jpgEG2018_2015.jpgEG2018_3469.jpgEG2018_2848_2_Modifica.jpgEG2018_3444.jpgEG2018_3623.jpgEG2018_3644.jpgEG2018_3603.jpgEG2018_3669.jpgEG2018_3648.jpgEG2018_3750.jpgEG2018_3672.jpgEG2018_3802.jpgEG2018_3786.jpgIMG_20180304_WA0015.jpgIMG_20180304_WA0014.jpgIMG_0137.jpgIMG_20180306_WA0019.jpg

Isole Lofoten - Marzo 2018

27-02-2018 00:15

url: permalink

Il 28 Febbraio parto per una viaggio fotografico fantastico in Norvegia ed esattamente alle isole Lofoten, al di sopra del circolo polare artico dove la luce è fantastica e consente di fotografare per 11 ore al giorno in condizioni di luce ideali. L'obiettivo principale però è quello di vedere e fotografare l'aurora boreale e speriamo che questa volta sia più fortunato in quanto già 3 anni fa ci ho provato in Islanda con esito negativo (ma era Aprile, troppo tardi)
Raggiungere le Lofoten non è facile in quanto richiede almeno tre voli, Roma-Oslo, Oslo-Bodo, Bodo-Leknes è chiaro che esistono anche altre combinazioni, ma io ho scelto questa perché al momento della prenotazione dei voli era quella più economica.
Speriamo di essere fortunato e poter finalmente pubblicare le foto di questa tanto agognata AURORA BOREALE.

Bayerischer Wald - Germania Febbraio 2018

Era da tempo che si parlava con Alberto di andare a scattare un po' di foto al Bayerischer Wald National Park in Germania ed esattamente in Baviera ai confini con la Repubblica Ceca, una foresta dove vivono linci, orsi, lupi ed altri animali in un ambiente controllato, che offre la possibilità ai fotografi di avvicinarsi agli animali e di riprenderli nel loro ambiente.
Abbiamo comunicato la decisione ai nostri amici di viaggio i quali non hanno avuto un attimo di esitazione, abbiamo prenotato l'Hotel, noleggiato un pulmino a 9 posti e via con destinazione Spiegelau, 1.200 km. tutti in un giorno.
Il Bayerischer Wald, è il parco nazionale più grande d’Europa. Fondato nel 1970, circa 6.000 ettari di foresta sono protetti e lasciati a se stessi con pochissimi interventi da parte dell’uomo. La foresta è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e l’importanza di questa zona è di conservare la selva primaria della zona Euroasiatica. La caratteristica più importante del Bayerischer Wald national park è quella di riunire diversi tipi di habitat, partendo dalla foresta di conifere e latifoglie per passare alle torbiere e alle zone di taiga europea.

- - -

date: 25-02-2018 21:11

url: permalink

EG2018_1718.jpgEG2018_1807.jpgEG2018_1803.jpgEG2018_1804.jpgEG2018_1723.jpgEG2018_1721.jpgEG2018_1720.jpgEG2018_1724.jpgEG2018_1791.jpgEG2018_1781.jpgEG2018_1788.jpgEG2018_1782.jpgEG2018_1801.jpgEG2018_1806.jpgEG2018_1812.jpgEG2018_1810.jpgEG2018_1811.jpgEG2018_1933.jpgEG2018_1930.jpg

Avvistamento Gru - Parco del circeo 02/12/2017

08-12-2017 23:07

url: permalink

Oggi mi trovavo ai Pantani per fotografare le spatole, quando ho sentito il forte richiamo delle Gru, sono sceso velocemente dall'auto con la speranza che mi passassero sulla testa, ma non ho fatto in tempo a mettere a fuoco e regolare il diaframma. Si trattava di una gru solitaria che ha anche avuto una attimo di esitazione che mi ha fatto pensare che volesse tornare indietro, invece dopo due giri ha proseguito il suo viaggio in direzione del lago di Fogliano. In questo periodo c'è la migrazione delle gru, ma per fotografarle bisognerebbe andare in Piemonte dove vengono avvistate quasi tutti i giorni, oppure bisogna avere una botta di fortuna come stava per capitare a me. Mi sono dovuto accontentare di ammirare questo meraviglioso uccello senza poterlo fotografare.

DSC_1291.jpg

Canyon del Verdon - Provenza - Francia 11/11/2017

18-11-2017 20:06

url: permalink

Nel 2011 durante un tour in moto nella bellissima Provenza feci tappa a Moustiers Sainte Marie, un paesino molto caratteristico nei pressi del canyon del Verdon. Un giorno lo dedicai interamente al giro del Verdon in quanto c'è una strada particolarmente stretta ed estremamente panoramica che costeggia le ripide pareti del canyon, percorrendo la D23 Route des Cretes mi fermai in un punto panoramico a strapiombo sul canyon e vidi dei grossi uccelli che mi volteggiavano sulla testa, capii subito che erano dei Grifoni, ma non avevo l'attrezzatura adeguata.
Non ho mai dimenticato quel posto e quest'anno, dopo una breve sosta a casa di mio figlio in Piemonte, ho scavallato le Alpi ed ho raggiunto il Canyon (circa 4 ore da Cuneo),appena arrivato sul posto sono stato letteralmente circondato da oltre cento Vulturi, che mi passavano vicinissimi, talmente vicino che con il 500mm ho scattato una foto con la sola testa del vulture.(foto allegata)
Il paesaggio è fantastico e merita un viaggio non solo per le foto ai vulturi, ma anche per il paesaggio, per fare tutto bisognerebbe fermarsi almeno 3 o 4 giorni, la stagione migliore è l'autunno perché il canyon è una esplosione di colori.

D700_7639_1.jpgD700_7644_1_1.jpgD700_7657_1.jpgEG2017_20742.jpgEG2017_20812.jpgEG2017_20768.jpgEG2017_20824.jpgEG2017_20825.jpgEG2017_20968.jpgEG2017_20970.jpg

Piemonte - Una soleggiata settimana tra... Ottobre 2017

26-10-2017 15:45

url: permalink

Una soleggiata settimana trascorsa in Piemonte, tra Langhe, Oasi faunistiche, Monviso e Valle d'Aosta. In valle d'Aosta sono andato con mia moglie, mio figlio Marco e la moglie Fiorenza e si è trattato esclusivamente di una viaggio a scopo terapeutico, infatti siamo stati tutto il giorno a Prè-Saint-Didier in un centro benessere sotto il monte Bianco; una volta tanto la macchina fotografica è rimasta a casa, nel tardo pomeriggio dopo una breve visita a Courmayeur siamo tornati a casa, rilaxati e soddisfatti.
Gli altri giorni invece li ho trascorsi nel Centro Cicogne di Racconigi e all'Oasi della Madonnina a Sant'Albano Stura, due oasi dove se sei fortunato puoi scattare 1.000 foto ad esemplari diversi e di questo periodo puoi anche vedere le gru (ci vuole molto ....). Le gru sono di passo in questi giorni e bisogna sperare che verso sera scelgano le paludi di Racconigi per trascorrere la notte per poi ripartire la mattina appena fa giorno. Io sono stato fortunato perché ho fotografato il Tarabuso a 5 mt di distanza, non entrava nel 500mm, il Porciglione proprio davanti al capanno dove ero appostato e tante altre specie. L'ultimo giorno l'ho dedicato al Pian del Re ai piedi del Monviso (3.840) purtroppo senza più neve, ero curioso di vedere le sorgenti del Po che si studiano fin dalle scuole elementari.

EG2017_19184_Modifica.jpgEG2017_19186_Modifica.jpgEG2017_20635.jpgEG2017_20008.jpgEG2017_20035.jpgEG2017_20059.jpgEG2017_20638.jpgEG2017_20061.jpgEG2017_20092.jpgEG2017_20639.jpgEG2017_20505.jpgEG2017_20636.jpgEG2017_20640.jpg

Abruzzo - Una bella giornata - 04 Ottobre 2017

Ogni anno a settembre vado in Abruzzo per fotografare i cervi durante il bramito o in combattimento. Quest'anno io e Marco ci siamo organizzati alla grande avvalendoci dell'aiuto di Pietro Santucci di Civitella Alfedena che ha provveduto a tutta la parte logistica. Abbiamo cenato e dormito a Civitella, sveglia alle 4.30 e poi, in piena notte ci siamo arrampicati lungo un ripido sentiero in mezzo ad un bosco alla luce delle nostre torce. La salita per me è stata durissima e sembrava non finire mai, ogni tanto ci fermavamo per ascoltare il richiamo dell'Allocco che riecheggiava nel silenzio della notte e nella stretta valle. Dopo circa 1 ora e mezza siamo arrivati su un altopiano a Lago Vivo, il sole cominciava a sfiorare la cima delle montagne più alte, ma con nostra grande delusione non abbiamo incontrato né i cervi né i lupi e neppure gli orsi che solitamente frequentano queste pozze d'acqua.
In lontananza si vedevano branchi di cervi, ma veramente troppo distanti, stranamente i cervi erano silenziosi e siamo riusciti a sentire solo qualche raro bramito. Pietro ci chiede di salire ancora più in alto e dopo circa altri 45 minuti arriviamo a quota 1700mt dove io sono crollato e mi sono dovuto fermare.
Per fortuna qui siamo riusciti a sorprendere un branco di cervi e a scattare qualche foto, ma niente combattimenti.
Nel primo pomeriggio decidiamo di riscendere a valle per rifocillarci, io, dopo circa 8 ore di cammino ero veramente a pezzi, ma Pietro non si arrendeva mai ed era deciso di farci incontrare con il grande orso marsicano, abbiamo girato tutto il pomeriggio in una zona dove gli orsi erano stati avvistati nei giorni precedenti, ma la fortuna non è stata proprio dalla nostra parte e decidiamo, ormai buio, d'interrompere la ricerca, di affrontare 2 ore di auto e tornare a casa.
Ci riproverò il prossimo anno perché l'ambiente a 1700mt è veramente fantastico e si presta per fare delle foto ai cervi che ho in mente da tempo, ma che non riesco a fare perché non riesco a trovarmi nel posto giusto nel momento giusto.

- - -

date: 26-10-2017 14:51

url: permalink

IMG_20171007_WA0005.jpgIMG_20171007_WA0006.jpgIMG_20171007_WA0007.jpg20171005_100554.jpg20171005_101902.jpg20171005_140131.jpg

Falco pescatore - Parco del Circeo - Settembre 2017

20-09-2017 17:02

url: permalink

Quest'anno per la prima volta ho visto il falco pescatore frequentare il nostro Parco del Circeo, ma purtroppo non è mai arrivato a portata del mio Nikon 500mm che tra APS-C e moltiplicatore di focale da 1,7 potevo disporre di un 1.200mm. Ho scattato solo una foto per documentare l'evento.

20170908_102349.jpgEG2017_18313_Modifica.jpgEG2017_18312.jpg

Racconigi - Centro cicogne - 3 Giugno 2017

20-09-2017 17:56

url: permalink

Come ogni anno nel mese, con la scusa di andare a trovare mio figlio che abita a circa 8km da Racconigi, vado a scattare un po' di foto al Centro cicogne di Racconigi in quanto questo è il periodo giusto per fotografare i piccoli di cavaliere d'Italia. Infatti diverse uova si erano già schiuse e c'erano una decina di piccoli che sgambettavano per gli stagni. Ovviamente non mancano le cicogne con i piccoli e tante altre specie, ma la cosa che più mi fa piacere è vedere che il proprietario del parco s'impegna moltissimo, ed ogni anno fa nuovi lavori per rendere l'oasi più fruibile a noi fotografi, alle famiglie e alle scuole che nel mese di aprile e maggio organizzano gite educative per andare a vedere gli uccelli e studiarne le abitudini.

20160529_103606_2.jpg20160529_104720_2.jpg20160529_104956_2.jpgEG2016_11244.jpgEG2016_11264.jpgEG2017_17164_Modifica.jpgEG2017_17419_Modifica.jpgEG2017_17437_Modifica.jpg

Parco del Coto Doñana - Andalusia, Spagna - Maggio 2017

05-07-2017 18:04

url: permalink

Il Parco nazionale di Doñana (spagnolo: Parque Nacional de Doñana), noto anche come Coto de Doñana, è un parco nazionale della Spagna sud-occidentale.
Si trova in Andalusia, tra le province di Huelva, Cadice e Siviglia, e copre 543 km², di cui 135 km² costituiscono l'area protetta.
Il parco, la cui biodiversità è unica in Europa, contiene una grande varietà di ecosistemi e di specie animali comprese migliaia di uccelli, daini, cervi europei, cinghiali, tassi, manguste, e specie a rischio quali l'aquila imperiale spagnola, il nono andaluso (pesce in grado di vivere in acque salmastre), il lupo iberico e la lince pardina, tutti animali tipici dell'Europa e dell'Africa.
Dal 1985 il parco è insignito del Diploma europeo delle aree protette.
Noi abbiamo alloggiato a Matalascañas sull'oceano Atlantico nel cuore del parco a 10 minuti di macchina da EL ROCIO, caratteristico paesino centro nevralgico per tutti gli itinerari, qui ci sono le agenzie turistiche che accompagnano i turisti (compresi i fotografi) dentro l'area protetta dove non si può accedere liberamente con i propri mezzi.
Anche l'accesso con le guide è contingentato, l'attenzione ed il rispetto verso la natura e verso gli animali è ai massimi livelli, non ci permettevano neanche di scendere dalla Jeep per scattare le foto, dovevamo arrangiarci da dentro. Il posto vicino al finestrino si è rivelato strategico. Noi eravamo in 5 ed abbiamo preso una Jeep(Discovering Doñana), con una guida preparatissima, conosceva i nomi e le abitudini di tutti gli animali, abbiamo seguito le orme della lince, ma senza poterla vedere.
Per fotografare uccelli come Aquile, Nibbi, Ibis, cicogne etc.. non bisogna andare in posti impossibili, ma te li ritrovi sulla testa mentre prendi un caffè al bar a El ROCIO; Un giorno mi trovavo in pieno centro di El Rocio con decine di Nibbi testa, ho fotografato l'aquila minore a 30 mt di distanza. Se ti trovi al Coto Doñana nel periodo giusto, puoi imbatterti in una quantità di fenicotteri spaventosa (stimati 80.000), insomma una gran moltitudine di uccelli ed una varietà impressionante.

DSC00659.jpg0T3A8663.jpgDSC00657.jpg20170427_110844.jpgAP1I7235.jpgS18A4137.jpgIQ3A5842.jpgAP1I5838.jpgIQ3A5845.jpgEG2017_14635.jpgAP1I7268.jpgIMG_20170430_125436.jpgIQ3A5849.jpg20170427_142130.jpg20170427_1_32.jpg027A7968.jpg027A7447.jpgAP1I5505.jpgAP1I5510.jpgAP1I5522.jpgDSC00627.jpgDSC00648.jpgDSC00666.jpgDSC00673_Modifica.jpgDSC00688.jpgIQ3A6137.jpgIQ3A6148.jpgIQ3A6153.jpgIQ3A6155.jpgIQ3A6161.jpgEG2017_15697.jpgEG2017_14289.jpgEG2017_14291.jpgEG2017_14292.jpgEG2017_14295.jpgEG2017_15694.jpgEG2017_14300.jpg20170425_183734.jpg20170426_085119.jpg20170426_085134.jpg20170427_135038.jpg20170427_135657.jpg20170502_200726.jpg

Spagna - Rio Tinto 01 maggio 2017

05-07-2017 08:10

url: permalink

Il Rio tinto merita una visita di almeno una giornata. Il Rio Tinto è un fiume del sud-ovest della Spagna, che ha origine nelle montagne della Sierra Morena in Andalusia. Segue generalmente un corso sud/sud-ovest, raggiungendo il Golfo di Cadice presso la città di Huelva. Il Tinto si distingue per presentare un'elevata acidità delle sue acque, ed una profonda tonalità rossastra, causata dal ferro disciolto.
E’ considerato come uno dei posti più strani al mondo, non è molto conosciuto ne storicamente nè turisticamente, ma è una meta da non perdere se vi trovate a Siviglia o nei dintorni. Infatti da Siviglia ci vuole circa 1 ora e mezza di strada molto comoda. Le miniere esistono dal 3000 a.c., hanno una storia millenaria e il colore rosso che attraversa le montagne ricche di ferro e di rame sembra rappresentare la storia di Minas de Riotinto, una storia fatta di fatica e di passione, di rabbia e di ribellione, bagnata dal sangue dei lavoratori che in quelle miniere a cielo aperto hanno lasciato la salute e nel 1888, nel corso di una grande manifestazione popolare organizzata per chiedere migliori condizioni di vita sono stati trucidati a decine.
La nostra giornata è iniziata con la visita del museo minerario di Riotinto, compreso un percorso sotterraneo interamente ricostruito dall'uomo a scopo didattico/turistico.
Successivamente abbiamo raggiunto il fiume in un posto facilmente accessibile, i colori sono impressionanti anche se noi non siamo stati particolarmente fortunati in quanto dopo due giorni di pioggia i colori si presentano meno accesi in quanto l'acqua porta via i sedimenti colorati.
Dal punto di vista fotografico non si finirebbe mai di scattare foto. Bisognerebbe dedicare almeno 2 giorni a Rio Tinto includendo albe e tramonti e scegliendo posti diversi, ma il tempo è tiranno e ci dobbiamo accontentare di una sola lunghissima giornata che termina fotograficamente parlando verso le 21:00. Stanchi ma soddisfatti rientriamo in Hotel dopo circa 1 ora e mezza di viaggio. Tutti a letto senza cena. (Le cucine chiudono alle 22:00)

EG2017_14951.jpg027A7283.jpgIMG_2154.jpgIMG_2161.jpgIMG_2171.jpgEG2017_14941.jpgEG2017_16588.jpgIMG_2195.jpgEG2017_16575.jpgIMG_2200.jpgEG2017_14950.jpgEG2017_15026.jpgEG2017_15106.jpgEG2017_16658.jpg0T3A8738.jpg027A7316.jpgIQ3A6249.jpgIQ3A6250.jpg

Portogallo - 26 Aprile 2017

08-07-2017 19:32

url: permalink

Raggiungiamo il Portogallo in autostrada (gratis), noi abbiamo puntato subito alla costa alta e frastagliata nella regione dell'Algarve, dove le cicogne nidificano sui faraglioni a picco sul mare, non è stato facilissimo trovare il posto esatto, ma la nostra testardaggine e lo studio dei mesi precedenti ci ha permesso di arrivare nel posto giusto.
Nel pomeriggio ci siamo spostati dalle parti di Albufeira nel cuore dell'Algarve dove ci siamo dedicati alla foto di paesaggio, siamo rimasti li fino all'ora blu.
Il ritorno in Hotel, viaggiando di notte, è stato lungo, infatti siamo arrivati a Matalascañas verso l'una di notte, ovviamente senza cena.

20170429_083622.jpg027A6453.jpg20170429_113105.jpgDSC00682.jpgDSC00683.jpgEG2017_14320.jpgEG2017_14340.jpgEG2017_14341.jpgEG2017_14365.jpgEG2017_14370.jpgIMG_5022.jpgEG2017_14395.jpgEG2017_14445.jpgIMG_0049.jpgIQ3A6178.jpg

Spagna - Huelva 26 Aprile 2017

05-07-2017 09:40

url: permalink

Oggi siamo in cerca di fenicotteri a portata di Zoom, c'informiamo e ci consigliano di andare alle saline di Huelva.
Huelva è un comune spagnolo di 148.918 abitanti (2011) situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.
È una moderna città industriale e porto dell'Andalusia situata a 50 km dalla frontiera con il Portogallo, su una penisola chiamata Ribera de la Anicoba fra i fiumi Tinto e Odiel. Capoluogo di provincia e sede vescovile, è caratterizzata dalle case decorate di azulejos, piastrelle ceramiche vetrificate policrome, spesso con decoro azzurro (azul) da cui deriva il nome, introdotte in Spagna dagli Arabi nel XIII secolo.
Raggiunta Huelva, ci siamo portati sulla foce del fiume Odiel e con nostra piacevole sorpresa abbiamo trovato una gran quantità di sterne (fraticello) che facevano a gara a tuffarsi per catturare il loro cibo preferito, il pesce.
Uno spettacolo unico, eravamo circondati da questi missili che dopo un breve "spirito santo" si tuffavano in acqua a gran velocità, con grande gioia di noi fotografi che ci siamo subito piazzati con i nostri cavalletti per cercare di catturare qualche bella immagine. Ovviamente riuscire a centrare un uccello cosi veloce mentre entra in acqua non è impresa facile, ma qualche soddisfazione ce la siamo tolta.
Dopo la piacevole sorpresa delle sterne, abbiamo raggiunto le saline dove c'erano migliaia di fenicotteri pronti a farsi fotografare.
La giornata è stata ricca di sorprese e di tanti tanti scatti, peccato per il forte vento ed per una temperatura non proprio gradevole.

027A6009.jpgEG2017_13419_Modifica.jpgEG2017_13493.jpgEG2017_13494.jpgEG2017_13314_Modifica.jpgEG2017_13224_Modifica.jpg

El Rocio - Andalusia, Spagna - Maggio 2017

08-07-2017 15:43

url: permalink

El Rocio è una piccola frazione di Almonte, una località nella provincia di Huelva. Per quasi tutto l’anno è un tranquillo borgo di 1.635 abitanti immerso nel Parco Nazionale di Doñana con qualche visita turistica durante il fine settimana, tranne che in occasione della Romeria del Rocio (che si celebra la Domenica di Pentecoste) quando El Rocio diviene un luogo di pellegrinaggio nel quale si riuniscono fino ad un milione di devoti, questa celebrazione richiama religiosi da tutte le province d’Andalusia. La Romeria del Rocio viene messa in discussione per l’impatto ambientale che la festa ha sul delicato habitat del Parco Patrimonio Unesco di Doñana. Insomma in Andalusia El Rocio è come la Settimana Santa, o si ama o si odia.
Dal punto di vista culturale, la Romeria è assolutamente interessante. Il pellegrinaggio si effettua con il carro trainato dai buoi e accompagnato dagli immancabili cavalli. Tutto l’evento si svolge con gli abiti tradizionale, tra balli, canti, mangiate, bevute e qualche preghiera. Tra la domenica notte e l’alba del lunedì, viene portata in trionfo la Blanca Paloma (Colomba Bianca), ovvero la Madonna del Rocio o la Reina de las Marismas (Regina delle Paludi). Questo momento è sicuramente il più suggestivo, dove la fede prende forma attraverso scene nevrasteniche e sensazionalistiche.
Finita la settimana di eccessi, El Rocio ritorna ad essere un piacevole paesino immerso nella natura, dove la sabbia nasconde le vie di comunicazione, i fenicotteri e i cavalli passeggiano nella palude sotto il sole cocente.
La sfida è quella di far sussistere il culto religioso con il prestigioso habitat dell’avifauna e della lince iberica. El Rocio e Matalscañas hanno la fortuna di ubicarsi in un luogo unico al mondo e per questo motivo devono rispettarlo, conservalo e “sfruttarlo sostenibilmente”.

20170424_115153.jpg20170502_200726.jpgDSC00586.jpgIMG_3269.jpgIMG_3268.jpgIMG_3277.jpgIMG_3258.jpgDSC00663.jpgIMG_3265.jpgIMG_20170502_WA0011.jpg

Spagna - Siviglia 25 Aprile 2017

05-07-2017 07:29

url: permalink

L'Andalusia è famosa per il caldo e perché non piove mai, noi siamo arrivati ieri pomeriggio e questa mattina ci siamo svegliati sotto la pioggia. E' impossibile andare a fare foto pertanto decidiamo di raggiungere Siviglia (circa 60km da Matalascañas). Qui è già stagione turistica avanzata ed è impossibile visitare la cattedrale con il suo altissimo campanile (Giralda) o l'Alcazar perché ci sono file chilometriche di coreani, giapponesi, cinesi e quindi ci dedichiamo allo shopping ed alla irrinunciabile paella che abbiamo degustato in un tipico e grazioso ristorante. Nel primo pomeriggio la coda per entrare alla cattedrale era terminata e cosi Stefania, in rappresentanza di tutto il gruppo è entrata per una rapida visita.

arrivo.jpgEG2017_12708.jpgEG2017_12733.jpgEG2017_12717.jpgEG2017_12713.jpg0T3A8655.jpg027A5205.jpgEG2017_12723.jpgEG2017_16864.jpgEG2017_12735.jpgIMG_3212.jpgEG2017_16852.jpg20170425_134055.jpgIMG_3200.jpgAP1I3315.jpgEG2017_16865.jpgEG2017_16866.jpgEG2017_16858.jpgpartenza.jpg

search

pages

loading