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Spagna - La Parilla e Las Vinas - 13-18 Maggio 2019

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Anche quest'anno il sottoscritto assieme al solito gruppo di amici fotografi composto da : Alberto, Marco M. , Marco P e Stefania abbiamo deciso di fare un bel viaggio fotografico in Spagna ed esattamente in Extremadura nel Parco Nazionale del Monfrague.
Per la prima volta ci siamo affidati ad una organizzazione collaudata SKUA NATURE GROUP e ci recheremo in due località dove sarà possibile fotografare da dentro i capanni: La Parrilla e Las Vinas.
Voleremo da Roma a Madrid e poi raggiungeremo la Parrilla con l'auto.
Confidiamo di fotografare molte specie ma in particolare i Grifoni e l'avvoltoio Monaco oltre alla simpaticissima Genetta.

Sono arrivati i cavalieri d'Italia - Aprile 2019

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Finalmente sono arrivati i cavalieri d'Italia,in questi giorni ai Pantani d'Inferno ne stazionano una decina, è facile fotografarli perchè se si resta in auto o ben nascosti si avvicinano a pochi metri. Assieme ai Cavalieri frequentano i Pantani anche le avocette, ne ho contate cinque, ed una mattina c'erano anche tre combattenti.
Non mancano i piro piro, la pantana e la pettegola oltre al sempre presente mestolone e la garzetta.
Con la luce giusta si possono fare delle belle foto.

Corrieri piccoli e grossi - Marzo 2019

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Quest'anno ne ho visti veramente tanti. Durante il mese di marzo ai Pantani d'Inferno erano sempre presenti i corrieri piccoli assieme a tre o quattro beccaccini.
Dopo qualche giorno i beccaccini sono spariti ma sono arrivati i corrieri grossi. Li ho fotografati a pochissimi metri.

Aquile minori - Gennaio 2019

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Mai viste tante aquile minori a Cicerchia, in un solo giorno ne ho contate cinque, si sono anche avvicinate a distanza utile per essere fotografate.

Romania - Ultima Frontiera Giugno 2018

Il Delta del Danubio – un paradiso terrestre

Guardato dalle colline della città Tulcea, il Delta del Danubio sembra una vasta distesa di verde attraversata di nastri argentati. Abitat naturale per più di 1200 specie di piante, con la più ricca fauna ornitologica (più di 300 specie tra cui tante specie di pellicani) e ittica (più di 100 specie tra cui ricordiamo l’aringa del Danubio e gli storioni) Il Delta del Danubio è la più grande riserva della biosfera dell’Europa, con una superficie di 2.681 kmq. Dal punto di vista geologico il Delta del Danubio è una pianura ancora in formazionecon un’altitudine media di 50mt.I tre grandi bracci attraverso cui il Danubio sfocia nel Mar Nero sono Chilia, Sulina (navigabile) e Sfantu Gheorghe. A questi si aggiungono i cosiddetti bracci secondari con profondità non superiore ai 4 m e una serie di laghi. La terra ferma è coperta di boschi di pioppi, querce, salici, meli e peri servatici ma anche vite selvatica e liane (Letea, ad esempio, grazie alle sue liane ha l’aspetto di una foresta tropicale), mentre gli isolotti galleggianti sono costituiti da un intreccio di rizomi, radici di piante acquatiche e terra. La flora acquatica è dominata dalla ninfea bianca, ninfea gialla e vari tipi di canne che formano l’abitat ideale per le varie specie di uccelli autoctoni o di passaggio: pellicani, cormorani, anatre e oche selvatiche, aironi ecc. Tra i mammiferi che popolano i bosco ricordiamo il cinghiale, il lupo, il gatto selvatico, l’ermellino, la lontra, la martora mentre nelle acque hanno trovato casa gli storioni, la carpa, il pesce gatto, il luccio, la murena e tante altre specie di pesci che fanno del Delta del Danubio un paradiso per i pescatori. Nel 1990, il Delta del Danubio è stato dichiarato riserva naturale della biosfera.
Per raggiungere Ultima Frontiera si percorrono 4 ore in pulmino da Bucarest a Tulcea che è una cittadina sul Danubio dove ci si può imbarcare, per poi percorrere 80km con una barca veloce (300cv) ed arrivare a Periprava dove si sbarca su un piccolo molo di legno. Ultima Frontiera è una grande tenuta che si trova a pochi passi da Periprava microscopico borgo nel cuore del delta, questa riserva è gestita da Skua che si preoccupa del mantenimento della struttura, dei capanni e dell'accoglienza dei fotografi che possono essere al massimo 12 a settimana.
La struttura è composta dalle camere per gli ospiti e di un ambiente dove mangiare, la cucina è strettamente casalinga e si usano prodotti del posto, si sforzano di imitare la cucina italiana con ingredienti locali. Io mi sono trovato benissimo sia per quanto riguarda la camera che per il vitto, la manager della location Laura Tzlaru è sempre gentile e disponibile, le guide capeggiate da Francesco Rovedo sono eccezionali.
Ogni stanza dispone di un'auto elettrica sempre a disposizione, quindi puoi scegliere se andare in compagnia in un capanno o per conto tuo utilizzando l'auto.
I capanni sono tantissimi ed ogni sera si fa il programma per il giorno successivo, tenendo conto del numero di persone per capanno, dell'orientamento del capanno per via della luce, e della turnazione per accontentare le esigenze di tutti gli ospiti.
Uno dei capanni più gettonati è quello delle aquile e sciacalli, può ospitare fino a 6 postazioni ed è dotato persino di una bagnetto chimico. I vetri a specchio non permettono agli animali di vedere dentro al capanno pertanto, se si sta in silenzio, gli animali vengono molto vicini fino a beccare sul vetro. In questo capanno si deve entrare la mattina presto quando non ci sono gli animali e bisogna restarci almeno 5 o 6 ore senza uscire in quanto sciacalli e aquile al primo rumore spariscono e la giornata fotografica è persa, quindi ci vuole tanta tanta pazienza, si ti prende sonno puoi anche dormire perchè le poltrone sono molto comode (io ho amici , in particolare uno che apprezzerà molto questa caratteristica, l'unico problema è che russerà troppo forte da mandare via le aquile).]
Un altro capanno molto grande e comodo è quello delle ghiandaie marine,
si tratta di un capanno rialzato pertanto riesci a fotografare gli uccelli da molto vicino ed alla stessa loro altezza.Molto affascinante è il tour in barca nella laguna raggiungibile attraverso stretti canali d'acqua immersi nella vegetazione dove solo un esperto e un grande conoscitore di quel labirinto di canali ti può condurre nel posto giusto, è facilissimo perdersi nel nulla. Dopo circa 40 minuti di navigazione raggiungiamo la laguna e qui sono rimasto a bocca aperta per la bellezza della natura, distese immense di ninfee bianche, gialle una quantità di uccelli indescrivibile, sterne, mignattini, gabbiani, pellicani, anatidi, e una importante presenza dell'aquila di mare. Io l'ho vista e fotografata ben quattro volte. Scattare foto in barca non è facilissimo perchè si muove tutto e si muovono anche i passeggeri della barca quindi manovrare un 500mm non è certo agevole e ci si stanca.
Un'altro fiore all'occhiello di questa esperienza è il tour nella steppa alla ricerca delle pernici di mare che puoi trovare solo da metà giugno. Questo giro si fa con le Jeep, non esistono strade e anche in questo caso ti devi affidare ad una brava guida altrimenti ti perdi perchè non ci sono punti di riferimento se non il sole. Per raggiungere questo posto impossibile si passa anche attraverso dei piccolissimi borghi costituiti da poche case i cui abitanti sembrano di un'altra epoca. Fa veramente impressione per noi che siamo abituati a vivere nelle città vedere come delle persone possano vivere in questo completo isolamento , io penso che alcune di queste persone siano nate e morte li senza mai vedere altro. La steppa è in continua evoluzione perchè viene modificata dell'ingente quantità di materiale portato verso il mare dal Danubio, è tutto piatto non c'è un albero e l'unico rumore fuori luogo è provocato dal motore della Jeep. Abbiamo incontrato diverse specie di uccelli dal falco cuculo, alle cicogne, alle avocette e per finire alle magnifiche pernici di mare. Siamo rientrati all'Ultima Frontiera a tarda sera dopo aver assistito ad un magnifico tramonto nella foresta di Letea.
Se vuoi vedere le foto scattate all'Ultima Frontiera Clicca qui...

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Isole Lofoten - 28 Feb - 6 Marzo 2018

Le isole Lofoten te le devi proprio guadagnare, sono lontanissime, ci vogliono 3 voli per arrivare a destinazione, l'ultimo volo è anche con un aereo a elica, ma una volta arrivati a destinazione ti puoi rilassare, ci sono tutti i confort, si mangia bene, specialmente per chi piace il pesce, ma in alternativa c'è sempre il montone. Io mi aspettavo di trovare un paese simile all'Islanda invece no. Le Lofoten sono molto abitate, non si vedono animali tranne l'aquila di mare presente quasi ovunque, mentre il paesaggio ti lascia senza fiato. Il paesaggio caratteristico dell'Islanda è costituito principalmente dalle cascate e dai geyser, mentre le isole Lofoten sono un insieme di piccole isole montuose che formano migliaia di minuscole insenature con meravigliose spiagge e montagne che si riflettono sul mare, con la presenza ovunque di piccole casette rosse (Rorbuer) che non puoi fare a meno di fotografare. Nelle insenature il mare è quasi sempre ghiacciato e questo offre la possibilità di fare foto molto particolari.
Per dare una idea molto concreta di come si presenta il paesaggio, pubblico alcune foto fatte dall'alto con il drone dell'amico Federico Perazzi.
Ma la cosa che mi ha lasciato il segno e che da sola vale la pena di fare questo viaggio è l'Aurora boreale, la sua bellezza e allo stesso tempo stranezza ti lasciano a bocca aperta a tal punto che a un certo momento ho smesso di fotografare, mi sono sdraiato sulla neve e sono rimasto li ad ammirare queste luci verdi e magenta che danzavano in un cielo pieno di stelle.
Inoltre se hai il tempo visitare sull'isola di Rost (3 ore di navigazione da Moskenes) nel periodo Marzo-Aprile puoi fare un reportage sulla pesca, la lavorazione, e l'essiccazione del merluzzo, il famoso baccalà. Il 95% della loro produzione arriva in Italia (Veneto, Campania, Calabria)
Io ho visitato la parte sud delle Lofoten, Leknes, Hamnoy, Reine, Nusfiord, Ramberg, Flakstad fino all'isola di Rost dalla quale ho fatto ritorno sulla terra ferma a Bodo.

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date: 28-04-2018 14:39

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Isole Lofoten - Marzo 2018

27-02-2018 00:15

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Il 28 Febbraio parto per una viaggio fotografico fantastico in Norvegia ed esattamente alle isole Lofoten, al di sopra del circolo polare artico dove la luce è fantastica e consente di fotografare per 11 ore al giorno in condizioni di luce ideali. L'obiettivo principale però è quello di vedere e fotografare l'aurora boreale e speriamo che questa volta sia più fortunato in quanto già 3 anni fa ci ho provato in Islanda con esito negativo (ma era Aprile, troppo tardi)
Raggiungere le Lofoten non è facile in quanto richiede almeno tre voli, Roma-Oslo, Oslo-Bodo, Bodo-Leknes è chiaro che esistono anche altre combinazioni, ma io ho scelto questa perché al momento della prenotazione dei voli era quella più economica.
Speriamo di essere fortunato e poter finalmente pubblicare le foto di questa tanto agognata AURORA BOREALE.

Bayerischer Wald - Germania Febbraio 2018

Era da tempo che si parlava con Alberto di andare a scattare un po' di foto al Bayerischer Wald National Park in Germania ed esattamente in Baviera ai confini con la Repubblica Ceca, una foresta dove vivono linci, orsi, lupi ed altri animali in un ambiente controllato, che offre la possibilità ai fotografi di avvicinarsi agli animali e di riprenderli nel loro ambiente.
Abbiamo comunicato la decisione ai nostri amici di viaggio i quali non hanno avuto un attimo di esitazione, abbiamo prenotato l'Hotel, noleggiato un pulmino a 9 posti e via con destinazione Spiegelau, 1.200 km. tutti in un giorno.
Il Bayerischer Wald, è il parco nazionale più grande d’Europa. Fondato nel 1970, circa 6.000 ettari di foresta sono protetti e lasciati a se stessi con pochissimi interventi da parte dell’uomo. La foresta è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e l’importanza di questa zona è di conservare la selva primaria della zona Euroasiatica. La caratteristica più importante del Bayerischer Wald national park è quella di riunire diversi tipi di habitat, partendo dalla foresta di conifere e latifoglie per passare alle torbiere e alle zone di taiga europea.

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date: 25-02-2018 21:11

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Avvistamento Gru - Parco del circeo 02/12/2017

08-12-2017 23:07

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Oggi mi trovavo ai Pantani per fotografare le spatole, quando ho sentito il forte richiamo delle Gru, sono sceso velocemente dall'auto con la speranza che mi passassero sulla testa, ma non ho fatto in tempo a mettere a fuoco e regolare il diaframma. Si trattava di una gru solitaria che ha anche avuto una attimo di esitazione che mi ha fatto pensare che volesse tornare indietro, invece dopo due giri ha proseguito il suo viaggio in direzione del lago di Fogliano. In questo periodo c'è la migrazione delle gru, ma per fotografarle bisognerebbe andare in Piemonte dove vengono avvistate quasi tutti i giorni, oppure bisogna avere una botta di fortuna come stava per capitare a me. Mi sono dovuto accontentare di ammirare questo meraviglioso uccello senza poterlo fotografare.

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Canyon del Verdon - Provenza - Francia 11/11/2017

18-11-2017 20:06

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Nel 2011 durante un tour in moto nella bellissima Provenza feci tappa a Moustiers Sainte Marie, un paesino molto caratteristico nei pressi del canyon del Verdon. Un giorno lo dedicai interamente al giro del Verdon in quanto c'è una strada particolarmente stretta ed estremamente panoramica che costeggia le ripide pareti del canyon, percorrendo la D23 Route des Cretes mi fermai in un punto panoramico a strapiombo sul canyon e vidi dei grossi uccelli che mi volteggiavano sulla testa, capii subito che erano dei Grifoni, ma non avevo l'attrezzatura adeguata.
Non ho mai dimenticato quel posto e quest'anno, dopo una breve sosta a casa di mio figlio in Piemonte, ho scavallato le Alpi ed ho raggiunto il Canyon (circa 4 ore da Cuneo),appena arrivato sul posto sono stato letteralmente circondato da oltre cento Vulturi, che mi passavano vicinissimi, talmente vicino che con il 500mm ho scattato una foto con la sola testa del vulture.(foto allegata)
Il paesaggio è fantastico e merita un viaggio non solo per le foto ai vulturi, ma anche per il paesaggio, per fare tutto bisognerebbe fermarsi almeno 3 o 4 giorni, la stagione migliore è l'autunno perché il canyon è una esplosione di colori.

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Piemonte - Una soleggiata settimana tra... Ottobre 2017

26-10-2017 15:45

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Una soleggiata settimana trascorsa in Piemonte, tra Langhe, Oasi faunistiche, Monviso e Valle d'Aosta. In valle d'Aosta sono andato con mia moglie, mio figlio Marco e la moglie Fiorenza e si è trattato esclusivamente di una viaggio a scopo terapeutico, infatti siamo stati tutto il giorno a Prè-Saint-Didier in un centro benessere sotto il monte Bianco; una volta tanto la macchina fotografica è rimasta a casa, nel tardo pomeriggio dopo una breve visita a Courmayeur siamo tornati a casa, rilaxati e soddisfatti.
Gli altri giorni invece li ho trascorsi nel Centro Cicogne di Racconigi e all'Oasi della Madonnina a Sant'Albano Stura, due oasi dove se sei fortunato puoi scattare 1.000 foto ad esemplari diversi e di questo periodo puoi anche vedere le gru (ci vuole molto ....). Le gru sono di passo in questi giorni e bisogna sperare che verso sera scelgano le paludi di Racconigi per trascorrere la notte per poi ripartire la mattina appena fa giorno. Io sono stato fortunato perché ho fotografato il Tarabuso a 5 mt di distanza, non entrava nel 500mm, il Porciglione proprio davanti al capanno dove ero appostato e tante altre specie. L'ultimo giorno l'ho dedicato al Pian del Re ai piedi del Monviso (3.840) purtroppo senza più neve, ero curioso di vedere le sorgenti del Po che si studiano fin dalle scuole elementari.

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Abruzzo - Una bella giornata - 04 Ottobre 2017

Ogni anno a settembre vado in Abruzzo per fotografare i cervi durante il bramito o in combattimento. Quest'anno io e Marco ci siamo organizzati alla grande avvalendoci dell'aiuto di Pietro Santucci di Civitella Alfedena che ha provveduto a tutta la parte logistica. Abbiamo cenato e dormito a Civitella, sveglia alle 4.30 e poi, in piena notte ci siamo arrampicati lungo un ripido sentiero in mezzo ad un bosco alla luce delle nostre torce. La salita per me è stata durissima e sembrava non finire mai, ogni tanto ci fermavamo per ascoltare il richiamo dell'Allocco che riecheggiava nel silenzio della notte e nella stretta valle. Dopo circa 1 ora e mezza siamo arrivati su un altopiano a Lago Vivo, il sole cominciava a sfiorare la cima delle montagne più alte, ma con nostra grande delusione non abbiamo incontrato né i cervi né i lupi e neppure gli orsi che solitamente frequentano queste pozze d'acqua.
In lontananza si vedevano branchi di cervi, ma veramente troppo distanti, stranamente i cervi erano silenziosi e siamo riusciti a sentire solo qualche raro bramito. Pietro ci chiede di salire ancora più in alto e dopo circa altri 45 minuti arriviamo a quota 1700mt dove io sono crollato e mi sono dovuto fermare.
Per fortuna qui siamo riusciti a sorprendere un branco di cervi e a scattare qualche foto, ma niente combattimenti.
Nel primo pomeriggio decidiamo di riscendere a valle per rifocillarci, io, dopo circa 8 ore di cammino ero veramente a pezzi, ma Pietro non si arrendeva mai ed era deciso di farci incontrare con il grande orso marsicano, abbiamo girato tutto il pomeriggio in una zona dove gli orsi erano stati avvistati nei giorni precedenti, ma la fortuna non è stata proprio dalla nostra parte e decidiamo, ormai buio, d'interrompere la ricerca, di affrontare 2 ore di auto e tornare a casa.
Ci riproverò il prossimo anno perché l'ambiente a 1700mt è veramente fantastico e si presta per fare delle foto ai cervi che ho in mente da tempo, ma che non riesco a fare perché non riesco a trovarmi nel posto giusto nel momento giusto.

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date: 26-10-2017 14:51

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Falco pescatore - Parco del Circeo - Settembre 2017

20-09-2017 17:02

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Quest'anno per la prima volta ho visto il falco pescatore frequentare il nostro Parco del Circeo, ma purtroppo non è mai arrivato a portata del mio Nikon 500mm che tra APS-C e moltiplicatore di focale da 1,7 potevo disporre di un 1.200mm. Ho scattato solo una foto per documentare l'evento.

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Racconigi - Centro cicogne - 3 Giugno 2017

20-09-2017 17:56

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Come ogni anno nel mese, con la scusa di andare a trovare mio figlio che abita a circa 8km da Racconigi, vado a scattare un po' di foto al Centro cicogne di Racconigi in quanto questo è il periodo giusto per fotografare i piccoli di cavaliere d'Italia. Infatti diverse uova si erano già schiuse e c'erano una decina di piccoli che sgambettavano per gli stagni. Ovviamente non mancano le cicogne con i piccoli e tante altre specie, ma la cosa che più mi fa piacere è vedere che il proprietario del parco s'impegna moltissimo, ed ogni anno fa nuovi lavori per rendere l'oasi più fruibile a noi fotografi, alle famiglie e alle scuole che nel mese di aprile e maggio organizzano gite educative per andare a vedere gli uccelli e studiarne le abitudini.

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Parco del Coto Doñana - Andalusia, Spagna - Maggio 2017

05-07-2017 18:04

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Il Parco nazionale di Doñana (spagnolo: Parque Nacional de Doñana), noto anche come Coto de Doñana, è un parco nazionale della Spagna sud-occidentale.
Si trova in Andalusia, tra le province di Huelva, Cadice e Siviglia, e copre 543 km², di cui 135 km² costituiscono l'area protetta.
Il parco, la cui biodiversità è unica in Europa, contiene una grande varietà di ecosistemi e di specie animali comprese migliaia di uccelli, daini, cervi europei, cinghiali, tassi, manguste, e specie a rischio quali l'aquila imperiale spagnola, il nono andaluso (pesce in grado di vivere in acque salmastre), il lupo iberico e la lince pardina, tutti animali tipici dell'Europa e dell'Africa.
Dal 1985 il parco è insignito del Diploma europeo delle aree protette.
Noi abbiamo alloggiato a Matalascañas sull'oceano Atlantico nel cuore del parco a 10 minuti di macchina da EL ROCIO, caratteristico paesino centro nevralgico per tutti gli itinerari, qui ci sono le agenzie turistiche che accompagnano i turisti (compresi i fotografi) dentro l'area protetta dove non si può accedere liberamente con i propri mezzi.
Anche l'accesso con le guide è contingentato, l'attenzione ed il rispetto verso la natura e verso gli animali è ai massimi livelli, non ci permettevano neanche di scendere dalla Jeep per scattare le foto, dovevamo arrangiarci da dentro. Il posto vicino al finestrino si è rivelato strategico. Noi eravamo in 5 ed abbiamo preso una Jeep(Discovering Doñana), con una guida preparatissima, conosceva i nomi e le abitudini di tutti gli animali, abbiamo seguito le orme della lince, ma senza poterla vedere.
Per fotografare uccelli come Aquile, Nibbi, Ibis, cicogne etc.. non bisogna andare in posti impossibili, ma te li ritrovi sulla testa mentre prendi un caffè al bar a El ROCIO; Un giorno mi trovavo in pieno centro di El Rocio con decine di Nibbi testa, ho fotografato l'aquila minore a 30 mt di distanza. Se ti trovi al Coto Doñana nel periodo giusto, puoi imbatterti in una quantità di fenicotteri spaventosa (stimati 80.000), insomma una gran moltitudine di uccelli ed una varietà impressionante.

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